lunedì 4 dicembre 2006

Ok, il prezzo è giusto?

Per il settore alberghiero il prezzo non rappresenta solamente una delle classiche quattro P (product, price, place, promotion) contemplate dalle teorie di marketing, ma la componente fondamentale dalla quale dipendono differenti indici di performance, oltre ché rappresentare un fattore attrattivo della domanda.

Spesse volte motivi contingenti spingono l’albergatore ad applicare, inconsapevolmente, una strategia di prezzo deficitaria, che considera solamente alcuni parametri (la concorrenza, i costi fissi, i costi del personale, ad esempio), trascurando di valutare e contemplare altri elementi di primaria importanza al fine di una corretta e remunerativa politica tariffaria.

La capacità produttiva di un hotel è per definizione fissa, il numero di camere è determinato. Un errore comune è quello di monitorare prioritariamente il tasso di occupazione attribuendo a quest’indice un’importa eccessiva e “non meritata”. L’obiettivo diventa quello di aumentare il valore di quest’indice trascurandone altri ben più importanti.

Pongo una domanda: nel vostro albergo il direttore Mario raggiunge un tasso di occupazione dell’85% con un prezzo medio di vendita di € 45,00 e il direttore Antonio raggiunge un o.r. del 70% con un prezzo medio di vendita di € 60,00, quale dei due direttori è più bravo?

Si tiene sotto controllo il rapporto tra ricavi totali (siano esse giornalieri, mensili, annui) e le camere disponibili? Si adotta una politica che consenta di comunicare il valore del servizio offerto?

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